c’era una volta che... riflettevo che mi stanno sui coglioni, chi per un motivo chi per un altro, un sacco di persone. ma non ne faccio un problema... riflettevo, più che altro, sul genere di persone che mi stanno sui coglioni.
ad esempio trovo comprensibile e, addirittura, condivisibile che mi stia sui coglioni un ragazzo di quindici anni abbastanza sfigato, incapace di relazionarsi e che, per trovare qualcosa di cui parlare coi suoi coetanei (anche loro mi stanno sui coglioni ma un po’ meno), s’era messo, malgrado non gli piacesse, a giocare a calcio, a fare il fantacalcio e, malgrado percepisse già abbastanza chiaramente che fosse gay s’era messo persino a fare il filo a qualche ragazza (in realtà ancora non lo sapeva ma, da grande, ripensando col senno di poi agli indizi che aveva, si è accorto come questi fossero sufficienti a togliere tutti i dubbi in merito al suo orientamento sessuale, oggi non avrebbe dubbi su un ragazzino che, per certi aspetti, assomiglia al quindicenne in questione).
un tipo di diciassette anni che frequentava un istituto tecnico per il quale non era portato, che giocava a pallone ma, con risultati meno avvilenti, anche a pallavolo, che usciva la sera ma che era rimasto escluso dalla vita sociale dei suoi amici più fighi. apparteneva a quella categoria che, a quell’età, sostituisce la mancanza di una vita reale con la musica.
me ne viene in mente un altro... adesso mi sta sui coglioni ma quando avevo la sua età e dividevamo lo stesso corpo mi piaceva abbastanza o, quantomeno, non lo disprezzavo come faccio ora. un tipo di vent’anni, con gli occhiali ovali e i capelli lunghi che, nell’acerrima battaglia tra cult e drmartens teneva per le seconde. un tipo, anche lui, abbastanza asociale malgrado avesse deciso di provarci a stare nella società, un tipo che credeva che valesse la pena di relazionarsi soltanto con persone che leggevano abbastanza, vedevano almeno un film nei cinema d’essai e coi quali c’erano abbastanza argomenti di discussione da non parlare mai e poi mai della propria vita. un tipo che non sapeva godersi i suoi vent’anni.
ora divido il corpo con un venticinquenne con le sopracciglia aggrottate, che alterna look in modo schizofrenico, che studia con profitto, ascolta poca musica e legge quasi esclusivamente romanzi di autori contemporanei che, da qualche mese, tiene un blog e che ha mille dubbi su quello che farà da grande (preoccupazione comprensibile visto che il “da grande” potrebbe arrivare da un momento all’altro). lui (ancora) non mi sta sui coglioni, credo si goda abbastanza la vita e concili la cosa con quello che deve fare... è insoddisfatto di mille cose ma niente di troppo preoccupante.
ma di questo passo la cosa potrebbe cambiare da un momento all’altro.
venerdì 20 luglio 2007
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