c'era una volta che... facevo uno stage in una società per-la-progettazione-e-la-costruzione-di-siti-web e avevo dei colleghi. aihmè, la maggiorparte dei lavori implica l'aver dei colleghi che, spesso, non ci piacciono. io i miei non li avrei scelti nemmeno per averli vicino durante la fila al supermercato. sembravano usciti da camera cafè per quanto ovvi e scontati erano.
c'era il tipo occhialuto e coi baffetti da quattordicenne messicano, con la polo nei pantaloni, il pantalone ascellare, la cintura sottile e i mocassini americani o delle brutte stringate inabbinabili ma perfettamente in linea col suo look da impiegato del mese. c'era un tizio arabo (odio dire arabo quando poi magari è libico o siriano ma non sono riuscito a capire di dove fosse quindi faccio una generalizzazione che calderoli o feltri gradirebbero) era quello che scriveva i testi bizzarri che dicevo nell'altro post. c'era la tizia etno-fashion semi normale che si è licenziata dopo due giorni che ero là. c'erano due grafici di quelli che a trentacinque anni si conciano come quattordicenni, che non riescono a relazionarsi con le persone se non con la messaggistica istantanea e che hanno un orgasmo quando vedono certe animazioni in flash. c'era anche dell'altra gente ma non ho socializzato granchè e non ho nemmeno capito cosa facessero.
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